Caudium e Montesarchio

È nato prima l’uovo o la gallina?
Prima Caudium o i Caudini?
Chi ha dato il nome a chi?

Non lo sappiamo. Così come non conosciamo né il significato del nome né la forma esatta utilizzata dai Sanniti. Sappiamo però che i Greci la chiamavano Kaùdion e che esiste dall’VIII secolo a.C., lo stesso in cui fu fondata Roma, sua acerrima nemica.

Fu capitale dei Caudini, una delle quattro tribù che componevano la Lega Sannita, insieme a Irpini, Pentri e Carricini. Combattè diverse guerre con Roma, passando alla Storia come luogo dove fu stipulata la pace seguente alla battaglia delle Forche Caudine, ma alla fine fu sconfitta dalla sua rivale.

Non appena le circostanze lo permisero, Caudium si ribellò al dominio di Roma, alleandosi con i nemici della Lupa. Prima combattè al fianco di Pirro, poi dalla parte di Annibale. Perse ogni residuo di libertà e fu duramente colpita.  La tribù fu smembrata: col termine Caudini si passò a indicare solo gli abitanti della città e dei villaggi circostanti.

Mantenne solo la sua antica vocazione commerciale, figlia della posizione naturalmente favorevole e incrementata dal passaggio dell’Appia. A Caudium e dintorni abitarono anche personalità importanti del mondo romano, come Cocceio Nerva, avo dell’Imperatore, che ospitò il poeta Orazio nella sua villa. Troviamo riferimenti alla città anche in Plinio il Vecchio, che ci parla dell’insediamento di una colonia di veterani di Augusto, e in Virgilio, che nel Libro II delle Georgiche (verso 38) loda la qualità delle olive del Taburno.

Con la caduta dell’Impero Romano si ebbe una fase di instabilità politica: gli Ostrogoti prima e i Bizantini poi non riuscirono a fondare un regno abbastanza forte. Al contrario, l’impresa riuscì ai Longobardi, popolo barbaro proveniente dalla Pannonia. Questi formarono un importante ducato avente come capitale la vicina Benevento. La Valle Caudina, quindi, si ritrovò ad essere l’avamposto naturale della città.

In questo periodo prese avvio il processo di incastellamento: la popolazione si ritirò sulle alture circostanti, alla ricerca di luoghi più sicuri e difendibili. La collina rocciosa che dominava Caudium divenne Montesarchio.
Ai Longobardi si deve la costruzione del nucleo centrale della Torre e del corpo originario del Castello, oltre all’edificazione del borgo detto Latovetere.

Seguirono poi i Normanni, che nel XII secolo riuscirono a unificare tutto il sud Italia. Questi diedero ulteriore slancio alla crescita di Montesarchio: ampliarono il Castello e costruirono un altro borgo, detto Latonuovo, situato sul versante opposto rispetto a quello longobardo.

Con la caduta degli Svevi, sancita a Benevento con l’uccisione di Manfredi, figlio di Federico, Montesarchio passò ai Della Leonessa, nobili giunti al seguito di Re Carlo I d’Angiò. Restò nelle loro mani dal 1278 al 1480, poi passò ai Carafa, nobili napoletani, che la tennero fino al 1528.

Da questo momento in poi, fino all’abolizione della feudalità, Montesarchio fu feudo dei D’Avalos, il cui palazzo sorge tutt’ora in Piazza Umberto I, a valle della collina rocciosa. Man mano la cittadina riprese a espandersi verso la pianura. Neanche a dirlo, oggi il centro di Montesarchio coincide parzialmente con i resti dell’antica Caudium.

Il cerchio si è chiuso.