Il cratere di Assteas

vaso_frontale Che cos’è un cratere?
Un vaso piuttosto capiente, utilizzato durante il simposio per mescolare il vino puro con l’acqua e le spezie.

Chi è Assteas?
Un ceramografo e ceramista pestano, operante nel IV secolo a.C.

Come facciamo a sapere che il vaso è suo?
Lo ha firmato.

Cos’ha di speciale?
È più grande (alto 72 cm, largo 60) e più bello della media. È perfettamente integro, nonostante sia passato per le mani di trafficanti senza scrupoli. È un pezzo firmato, ritenuto di grande valore già dal suo creatore. Ha girato mezzo mondo ed è stato conteso da tanti. È un capolavoro.

Di cosa parla?
Del mito che narra le origini della civiltà minoica, la più antica della Grecia: il ratto di Europa. In effetti, sarebbe proprio questo il nome ufficiale del cratere…

Chi era Europa?
Una principessa fenicia, proveniente dall’attuale Libano. Fu rapita da Zeus, che per l’occasione assunse l’aspetto di un toro bianco, e diede alla luce tre figli: Minosse, futuro Re di Creta, Radamante e Sarpedonte.

vaso_retroCosa c’è sul retro?
Un’altra scena mitologica: il dio del vino, Dioniso, seguito da un breve corteo: alcune menadi, un sileno e il dio Pan.

Dov’è stato trovato? Quando? Da chi?
A Sant’Agata de’ Goti (BN), nei primi anni ’70 del Novecento, da un operaio edile, durante i lavori di scavo per la rete fognaria. Quest’uomo lo portò in casa propria, fece alcuni autoscatti con una Polaroid e infine lo vendette sul mercato nero per un milione di lire e un maialino.

E poi?
Il cratere ha poi seguito la filiera di un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di reperti storici, venendo depositato in Svizzera in attesa di un acquirente. Da qui, “il ratto di Europa” fu venduto al Getty Museum (Malibu, California), che lo ha esposto dal 1981 al 2005.

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Com’è tornato in Italia?
Grazie a una delle Polaroid scattate dall’operaio. Partendo da quella traccia, i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Cultural, al termine di lunghe e complesse indagini, sono riusciti a dimostrare la reale provenienza del cratere.

E poi?
A partire dal 2007 il vaso è stato esposto in diverse città europee: Roma, Montesarchio, Napoli, Paestum, Parigi, Sant’Agata de’ Goti, Milano. Attualmente il cratere è in esposizione presso la Torre di Montesarchio (BN), città sorta nel territorio dell’antica Caudium.

Perché è a Montesarchio?
Perché il Castello e la Torre di Montesarchio costituiscono la sede del Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino, che ospita reperti provenienti da tutto il territorio degli antichi Sanniti Caudini. Quindi, anche da Saticula, odierna Sant’Agata de’ Goti.

Vuoi saperne di più?
La storia di questo cratere è stata narrata nel romanzo “Il Ratto di Europa. Storia del vaso di Assteas” di Aniello Troiano.

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